venerdì 28 ottobre 2011

L'Oso e la regina... non la carpa



Il 13 ottobre 1933, invitata dalla sua dama di palazzo Anna Guglielmi, sbarcò a Isola Maggiore la regina d'Italia Elena di Savoia.

La moglie di Vittorio Emanuele III giunse a villa Isabella a bordo del battello Oso che il marchese Giorgio Guglielmi di Vulci aveva acquistato qualche anno prima ai cantieri di Civitavecchia.

L'imbarco della regina e del suo seguito avvenne in località Navaccia dove nel 1890 Giacinto Guglielmi, padre di Giorgio, aveva fatto costruire un molo adatto alle moderne imbarcazioni a motore.

Alla partenza dell'Oso assistettero centinaia di persone che con il loro peso fecero crollare il pontile di legno sul quale si erano ammassate per seguire l'insolito avvenimento. Le cronache narrano di qualche ferito, di diversi svenimenti e perfino di un parto prematuro.



La breve traversata terminò con l'attracco dell'Oso al Ponte verde, l'approdo coperto subito sotto le mura della villa.

La regina non limitò il suo soggiorno al palazzo-castello ma visitò la vicina chiesa di S. Michele Arcangelo i cui lavori di restauro erano terminati da pochi mesi; assistette ad una gara di pesca organizzata in suo onore dagli abitanti dell'isola e, particolarmente entusiasta, sembra che volle partecipare di persona ad una battuta di pesca in compagnia dei marchesi.




Al centro della foto (sopra) si può vedere il Ponte verde, l'approdo dei battelli dei Guglielmi, all'estrema destra il mulino a vento utilizzato per pompare l'acqua nei giardini del castello, a sinistra la linea coperta usata per tirare i battelli in secca.
Nella foto sotto a sinistra si notano i binari utilizzati per tirare in secca le imbarcazioni.



Per il rimessaggio dell'Oso veniva utilizzato un procedimento particolarmente complesso. Ce lo ricorda Sauro Scarpocchi nel suo commovente libro dedicato alla Maggiore.

"L'Oso veniva prima fatto entrare in una vasca di legno, tenuta a fondo con dei pesi di piombo poi, dopo averlo ben puntellato, gli uomini cominciavano a tirare i canapi inseriti nei bozzelli e lo facevano salire su uno scalo ben unto di grasso. Gli uomini tiravano con forza le funi mentre il motoscafo usciva dal lago e si avviava dentro al capannone".



L'Oso è ancora lì dove in inverno veniva pulito, calatafato e verniciato ma del capannone sono rimaste solo le mura perimetrali. Il battello è ormai un relitto, un fantasma di legno grigio.





Giorgio Guglielmi (1879-1945) ebbe una brillante carriera politica: fu deputato per cinque legislature, membro della delegazione italiana alla conferenza di pace del 1919, senatore dal 1929 e poi vicepresidente di Palazzo Madama. Oltre che proprietario dell'Oso, fu anche presidente del Coni e della Lazio.




Se vuoi approfondire
  • Per numerose notizie sull'isola, sulla villa e sulla flotta dei Guglielmi, come per le foto, il sito di Fabienne et Jean Wilmotte http://www.jeanwilmotte.it/
  • Per una breve cronistoria di villa Isabella, il libretto di Costanzo Andrea Fabbroni, Il lago Trasimeno e le sue isole, 2004, pp. 48-53.
  • Sulla visita della regina Elena alla Maggiore, la prefazione di Ermanno Gambini al volume Diario di Bordo di Sauro Scarpocchi, 2006, p. XIII, in cui si cita la biografia di Renato Barneschi, Elena di Savoia, storia e segreti di un matrimonio regale, 1986.
  • Sull'approdo di villa Isabella e sulla flotta dei Gugliemi, l'autobiografia di Sauro Scarpocchi, Diario di Bordo. Pagine di vita dal cuore del Trasimeno, 2006, p. 122 e p. 130.
  • Per il significato del curioso nome oso è utile quanto annotato dall'abate Giovanni Romani nel suo Osservazioni sopra varie voci del vocabolario della Crusca, Milano 1826, p. 159. "Oso per Audace [...] appartiene al solo patrimonio della poesia".    
  • Per una sintetica storia della famiglia Guglielmi, il saggio di Paolo Emilio Urbanetti, I Guglielmi di Vulci. Storia di papi, vasi greci e cacciarelle, "Il Campanone", aprile 2005, pp. 1-4.
  • Per i pontili realizzati a Tuoro sul Trasimeno, nel 1911 in legno e nel 1934 in cemento, il volume di Carlo Cattuto, Ermanno Gambini e Claudio Marinelli, Il Trasimeno. La complessa gestione di un lago laminare, 2001, p. 295 e p. 348. 
  • Per una diversa provenienza dell'Oso, forse comprato in quel di Fiumicino cfr. Fabrizio Ogliari, La navigazione sui laghi italiani. I laghi minori, 5, Edizione speciale per la provincia di Perugia, Milano, Cavallotti editore, 1987, p. 173. Per Sauro Scarpocchi, invece, l'Oso era uno yacht greco, vedi il recente L'Isola Maggiore che ho conosciuto, 2011.
  • Version française http://www.jeanwilmotte.it/2011/10/loshttp://www.jeanwilmotte.it/2011/10/loso-grandeur-et-decadence-1/ et http://www.jeanwilmotte.it/2011/11/loso-grandeur-et-decadence-2/

14 commenti:

  1. ma il gioco di parole del titolo lo capite solo voi?

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  2. Bellissimo racconto!!
    L'Oso andrebbe ricostruito così com'era.

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  3. Emozionante....voglia di venire! Ci posso portare i bambini?

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  4. l'Oso è ridotto all'osso

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  5. me lo ricordo quando si poteva entrare anche nella villa, era in fondo, vicino alla torre circolare

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  6. Bellissimo !
    Complimenti !
    Sto già per ne fare uno adattamento parziale in francese.
    Ho scoperto qualche cosa che non conoscevo.

    A più tardi,

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  7. ...alla ricerca dell'Oso perduto

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  8. http://www.jeanwilmotte.it/2011/10/loso-grandeur-et-decadence-1/
    http://www.jeanwilmotte.it/2011/11/loso-grandeur-et-decadence-2/

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  9. ormai c'è poco da recuperare, sono rimaste 4 tavole

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  10. sono stato a isola ma non sono riuscito a raggiungere il castello

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  11. molto bella questa storia

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  12. Osando un po' si raggiunge ancora

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  13. Sembra che il castello sia stato venduto a un riccone russo, così dicono

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  14. Perché se ne sono andati i Guglielmi?

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